Calciti delle Dolomiti

Le Dolomiti sono una porzione delle Alpi che si contraddistingue per le rocce carbonatiche ed in particolare per la dolomia, composta principalmente dal minerale dolomite. La dolomite è però un minerale che non si forma per cristallizzazione primaria ma da un precedente cristallo di calcite in cui una parte degli ioni calcio sono sostituiti da ioni magnesio. Questa sostituzione conferisce maggior porosità della roccia e al contempo, maggior solidità e maggior peso.

Oltre che per la dolomite, la catena montuosa delle Dolomiti è famosa per eccezionali campioni di calcite, talvolta unici per tipologia di cristallizzazione.

In questo articolo verranno citate le località delle Dolomiti dove sono stati rinvenuti eccezionali campioni di calcite.

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Dalla mappa qui sopra, si può notare come le località riguardino principalmente le Dolomiti occidentali. Elenchiamole da nord a sud:

  • Monte Molignon, Alpe di Siusi, Val Gardena (BZ);
  • Monte Migogn, Laste, Rocca Pietore (BL);
  • Sas de Roces, Val San Nicolò (TN);
  • Val Focobon, Falcade (BL);
  • Sasso Negro, Val Gares (BL).

Non a caso, questa parte delle Dolomiti è quella che è stata interessata in modo diretto da manifestazioni vulcaniche effusive durante il Ladinico (230 milioni di anni fa). La circolazione di fluidi idrotermali nelle rocce carbonatiche a contatto con le vulcaniti, può aver favorito la dissoluzione di una parte di esse e la cristallizzazione di nuovi cristalli di calcite. I cristalli di calcite sono cresciuti spesso al di sopra di dolomite oppure subito dopo la loro formazione, sono stati ricoperti da alcune zeoliti come la cabasite.

Una tipologia eccezionale di calcite, la ritroviamo in Val Focobon, Falcade (BL) dove a differenza di altre località delle Dolomiti nelle quali, la calcite ha un abito scalenoedrico, spesso bipiramidale, qui si presenta in geminati “a rosetta” dovuti a tre individui romboedrici ruotati l’un l’altro di 120 gradi e compenetrati mantenendo in comune l’asse ternario. La matrice sulla quale sono cresciuti i cristalli, è interrotta da vene a testimoniare la risalita di fluidi idrotermali. Per la caratteristica forma dei cristalli, tra i collezionisti, questa varietà di calcite, veniva chiamata “focobonite”, non riconosciuta a livello scientifico.

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Calcite in cristalli geminati fino a 1,2 cm proveniente dalla Val Focobon, Falcade (BL). Foto e collezione Davide Corò.

Non lontano da questa località, sul bordo nord-orientale dell’altopiano delle Pale di San Martino, al di sopra della Val Gares (BL), a contatto tra il colle di rocce vulcaniche del Sasso Negro e la Dolomia Principale, sono stati rinvenuti meravigliosi esemplari di calcite scalenoedrica biterminati che ricordano quelli, eccezionali per dimensioni, provenienti dal monte Molignon, Alpe di Siusi (BZ). I cristalli si sono sviluppati al di sopra della dolomite.

In altri casi, la calcite non è stato l’ultimo minerale ad aver cristallizzato a seguito della circolazione di fluidi idrotermali, ma sono cristallizzati dei silicati del gruppo delle zeoliti, in particolare cabasite. Ne è conseguito che i cristalli di calcite sono stati completamente ricoperti e in qualche caso, dovuto alla dimensione esigua dei cristalli, ne hanno fatto da letto per la crescita dei cristalli di cabasite che ha quasi del tutto obliterato la calcite. In questo caso il legame tra rocce magmatiche e la cristallizzazione dei minerali è davvero diretto, in quanto la cabasite è un minerale la cui presenza è sempre legata a processi idrotermali dovuti alla circolazione di acque calde di un’ambiente magmatico in via di raffreddamento.

La cabasite è un minerale trasparente, con abito pseudoromboedrico che si presenta in cristalli in genere di piccole dimensioni, con lucentezza vitrea. Se i cristalli non sono quindi alterati e sono quindi belli lucenti, è bello osservare le superfici che ricoprono, e scorgere la forma di un sottostante cristallo di calcite nascosto.

Appare evidente come nelle Dolomiti, la presenza di minerali di interesse scientifico e collezionistico è strettamente legata a fenomeni vulcanici-idrotermali e alla presenza di una roccia dolomitica particolarmente porosa e ricca di cavità.

La particolarità delle rocce dolomitiche affioranti e gli eventi geologici avvenuti nell’area durante il Triassico, ha favorito nelle Dolomiti, la cristallizzazione di calcite in abiti particolari e ben formati, associati ad altre specie mineralogiche come le zeoliti (D.C.).

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